La mente flash
Da piccolo mi dicevano che non era possibile smettere di pensare, e allora ci provavo e continuavo a cercare di non pensare non rendendomi conto che pensavo a non pensare. Ormai mi sono rassegnato a questa debolezza umana, la mente, che tiranneggia in continuazione. Cerco di convivere, come convivo con altri miei innumerevoli difetti.
E penso.
Penso a tutte quelle persone che mi vogliono bene, che sono felici, che hanno trovato la loro via, che mi vorrebbero dire cose e non trovano il coraggio, che si nascondono da me, che mi inseguono mentre io sfuggo, che vorrei baciare per “illuminar il viso” e a quelle che mi bacerebbero “per chiudermi gli occhi”. Penso a loro, e alla mia spesso gratuita indifferenza, al loro affetto, alle loro parole, alle mie parole, ai loro silenzi, ai miei silenzi.
Buon anno. Un anno di Emozioni.
Se fossi
Se fossi una poesia oggi sarei la Ginestra di Leopardi
Se fossi una canzone sarei “untitled4″
Se fossi un quandro sarei un’opera di Modigliani
Se fossi una città sarei Parigi
Se fossi un viaggio sarei Fuerteventura
Se fossi un fiore sarei il tulipano
se fossi un colore il blu.
Se fossi un libro sarei “Ricorda con Rabbia” (look back in anger)
se fossi uno scrittore, John Osborne
Se fossi uno spettacolo teatrale sarei “Spettri”
Se fossi un fiume, l’Adige
Se fossi una persona, vorrei assomigliare più a me stesso.
Se fossi un augurio, sarei “buon Anno”
Se fossi un saluto sarei Arrivederci.
In silenzio come la neve
Sabrina: “in silenzio, come la neve”.(FB 23/12)
Mitica, unica. Chi sarà in silenzio? Lei, il mondo che le sta attorno? Guardo anche io fuori dalla finestra e vedo cumuli di neve che qualche giorno fa nascondevano tutto il paesaggio, ovattavano tutti i suoni, raddoppiavano la luce. Oggi sono lì. A chiazze. Dove c’è la vita si sono sciolti, sulla pietra no. E tutto torna alla normalità, tutto ricomincia a muoversi e piano piano ci dimentichiamo di quanto è dolce l’essere stati sommersi da tutta quella neve che per qualche giorno ci ha permesso di vedere con occhi diversi.
E così anch io, anzi dico noi, vediamo tutto quello che è rimasto. Di fronte a tutta quella neve non potevamo fare molto, bisognava soccombere ed apprezzare il lato positivo di quell’evento. Ma adesso che è sciolta possiamo ricominciare a vivere e pensare che non smetterà di nevicare per sempre e che prima o poi ricapiterà, con le sue bellezze e con i suoi disagi.
notte fonda (il passato-futuro)
Notte fonda e il sonno non arriva. Avrò superato il punto di abbiocco che fa sì che poi dalla stanchezza estrema non si riesce più a dormire? Mah. Ne approfitto per pensare, in questa sorta di dormi-veglia. Penso alla frase del giorno, una cazzata uscita da un telefilm. “Il futuro può esistere se il passato è nel presente?” Azz. Diamine. Una frase senza senso ma che alla fine mi ha travolto. Alla fine è tutto il giorno che ci penso. Soprattutto penso al passato. E se il passato non passa? E se alla fine rimangono le impronte? Che senso può avere pensare al fututo quando siamo così coinvolti dal passato. Alla fine Pascal mi fa ragionare e prendo coscienza di questa strana relazione passato-presente-fututo:
“Ciascuno esamini i propri pensieri. Troverà che sono tutti concentrati nel passato o nell’avvenire. Non pensiamo quasi per niente al presente, e se ci pensiamo è solo in funzione di predisporre il futuro. Il presente non costituisce mai il nostro fine. Passato e presente sono mezzi, solo l’avvenire è il nostro fine. Così non viviamo mai, ma speriamo di vivere, e preparandoci sempre a essere felici è inevitabile che non lo siamo mai..”
Alla fine quindi viviamo per vivere o forse non viviamo mai…. cuori incisi da solchi fatti da persone speciali dentro i quali ci caschiamo soprattutto quando cerchiamo di correre…





