Gabrio

Non ho niente da dire, ma lo devo dire.

la creatura oppressa

La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l’oppio dei popoli. (da Critica della filosofìa hegeliana del diritto pubblico, K. Marx).

Qualche sera fa discutevo questa frase. Già aver aperto il discorso con un certo “Marx” all’occhio degli “oppressi” genererà un certo fastidio, ma lasciatemelo spiegare.

Credo che ormai l’etica laica abbia, negli occhi di molti, perso un certo profilo morale. Sembra quasi che necessariamente sia la religione, e chi la gestisce, a dettare un certo rigore morale visto necessariamente come giusto ed indiscutibile. Non rubare, non uccidere, amare gli altri credo che prima di essere considerati dei precetti dati da un “dio”, siano norme sociali necessarie per poter convivere nel nostro limitato spazio. La religione si è impadronita di questi valori, trasformandoli come propri da momento che storicamente ha trasformato inizialmente come propri i popoli. Pensiamo alle popolazioni indigene americane. All’arrivo dei  primi colonizzatori succedeva che spesso erano loro a donare terre in segno di pace, esempio concreto sono i Powhatan in Virginia.

Loro non conoscevano le grandi religioni monoteiste, non conoscevano Gesù, le croci, i Vangeli e tutti i sistemi che ai tempi governavano a braccetto con le monarchie assolutiste europee. Loro, credo per necessità e per spirito di sopravvivenza scelsero inizialmente la via del dialogo per poi sfociare nella difesa quando a distanza di un secolo vennero sterminati quasi l’80% dei loro simili.

E cosa c’entra le religione e cosa c’entra Marx?

L’idea per la quale la religione accetta la natura dell’uomo muovendola secondo dei precetti e dei valori prestabiliti è ciò che genera una creatura oppressa. Non capiamo e non sappiamo più ciò che è “naturalmente” giusto. Si ha bisogno di assicurarsi ad un libro o ad una persona che si è autocandidata come guida. E’ lì che sta la creatura oppressa, schiava,che si deve sentire in colpa o in errore se fa qualcosa che i valori prestabiliti vietano o considerano perversa.

 

 

novembre 5, 2010 Pubblicato da | Senza categoria | 2 commenti

   

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