Gabrio

Non ho niente da dire, ma lo devo dire.

le vent me pousse à Nantes, mais avec la tete chez moi

Nantes è passata. Città graziosa, molto francese ma allo stesso tempo bretone e affascinante come ogni città in cui si sente il profumo dell’oceano. Il vento mi ha spinto lì e mi ha accompagnato per tutto il tempo. Un vento gelido e a volte paralizzante, a tal punto da farmi nascondere dentro un cappuccio e coprire ogni parte del corpo esposto.  I francesi alla fine sono simpatici (molto più degli inglesi.. ma molto di più)… Forse anche perchè nessuno parla inglese. Mi sento anche io molto francese in Francia, soprattutto con una baguette in mano per la strada, anche se me la cavo con solo un paio di parole necessarie alla sopravvivenza. In aeroporto il tipo del controllo mi ha beccato una flaconcino di crema di 125ml  scampata ai controlli di Orio, e dopo 3 min di silenzio ha elaborato questa frase: ” Pardon, max one zero zero” e ci siamo capiti al volo! Adoro le cose essenziali, senza tante grammatiche inutili.

Vivre libre ou mourir“. E’ la frase del viaggio che mi porto addosso (in tutti i sensi); frase giacobina del 1793. Mi permetto di riadattarla dopo 200 anni in “chi non vive libero è morto” e credo che non sia la stessa cosa.

A bientôt.

gennaio 10, 2010 - Posted by | Blog

8 commenti »

  1. Anch’io adoro le atmosfere francesi, ma la mia simpatia va tutta agli inglesi, alle città inglesi, alla lingua inglese, che tra l’altro è molto più essenziale di quella francese (v. discorsi precedenti :-)). “Vivre libre ou mourir”, bisognerebbe sempre averlo come monito, ma è molto più semplice da augurare e augurarsi che da mettere in pratica, spesso la vita ti porta semplicemente a vivere.
    P.s. la baguette è mmmmmh!

    Commento di Anna | gennaio 11, 2010 | Rispondi

    • se poi dentro c’è il formaggio di capra è ancora più mmmhhhhmmmhhhh

      Commento di gabrio79 | gennaio 11, 2010 | Rispondi

  2. molte volte la vita ti porta solo a vivere o arrangiarti, vivere liberamente era molto piu realistico durante l era giacobina, forse c’erano ideali e prospettive di vita migliori,delle volte mi sembra solo di fluttuare spaesato.
    cordordo sulla baguette, pure con il pollo e della sauce Dijon.

    Commento di mark | gennaio 11, 2010 | Rispondi

    • “che ci piaccia o no, siamo solo noi la causa di noi stessi. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell’illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi.” (Giordano Bruno).
      La vita non ci porta solo a vivere o ad arrangiarci. Caro Mark, più volte ho trattato questo argomento nel blog. La difficoltà delle scelte, il non lasciare che la vita ci sfugga come sabbia tra le mani, l’affrontare le paure. Io credo che la vita siamo noi. Non è un’entità divina o ultraterrena. Ognuno di noi prova a fare quel che riesce per vivere e a volte capita che si rassegna. I giacobini avevano ideali quasi utopistici per l’era in cui vivevano. Sapevano che avevano più probabilità di perdere la testa piuttosto che vincere una battaglia, ma alla fine hanno osato. Noi siamo così. Dobbiamo lottare, fare tanti piccoli passi per farne uno grande. Non serve dimostrare nulla a nessuno anzi spesso la grande difficoltà è dimostrare a noi stessi cosa siamo. Dovremmo chiederci prima di andare a letto: “c’è nessuno lì dentro?” e se sentiamo una voce che risponde, iniziamo a dialogare con lei. Quella è la vita.
      Benvenuto nel Blog, adesso dovrai leggere tutto però🙂

      Commento di gabrio79 | gennaio 11, 2010 | Rispondi

  3. Anche io sono destinata a leggere tutto?🙂
    Ho appena saputo che mi han presa per uno stage a Nantes e, in questa non-ancora-alba scandinava, mentre bazzicavo sul net in cerca di info sulla città je suis tombée sur ton blog.
    un saluto
    buona giornata

    Commento di Licia | febbraio 16, 2010 | Rispondi

    • ti sposti dalla Scandinavia a Nantes? Fico! Io rimarrei lì, ma come dire no all crepes!

      Commento di gabrio79 | febbraio 21, 2010 | Rispondi

  4. sto facendo un master in danimarca ed è richiesto un semestre all’estero…la danimarca ormai è nel cuore, anche se certe volte sta socialità scandinava tutta particolare è difficile da digerire. dopo nantes vedremo se il vento tornerà a tirare verso nord🙂

    Commento di Licia | giugno 22, 2010 | Rispondi


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